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Consulenza BIM Strategica

CDE : riscoprire il valore strategico dietro "Common"

Superare il concetto di Common Data Environment come piattaforma unica. Scopri perché l'ossessione per il sistema centralizzato limita l'innovazione e come trasformare il CDE in un sistema strategico di valore.

October 13, 2025
Giuseppe Esposito

Il Common Data Environment non è un software monolitico, ma un sistema interconnesso di processi e standard aperti come definito dalla ISO 19650.

Abstract Molti professionisti del settore AEC associano ancora il Common Data Environment (CDE) all'acquisto e all'uso di una singola piattaforma software. Questo fraintendimento, oltre a creare dipendenza tecnologica e costi crescenti, limita l'innovazione e la flessibilità. Per la nostra esperienza, il CDE è un sistema strategico di interconnessione che abilita la collaborazione aperta.

L'Illusione del Monolite: Quando la Semplificazione Limita l'Efficienza

Il fraintendimento più comune è legare il CDE al solo spazio di archiviazione file. L'uso di un'unica piattaforma univoca genera un apparente vantaggio in termini di rapidità di setting iniziale. Tuttavia, come confermato dall'esperienza sul campo, questa scelta porta a conseguenze negative a lungo termine:

  • Mancanza di Valore Aggiunto: I dati archiviati restano spesso senza la qualificazione necessaria, non costituendo una base informativa facile da leggere, confrontare e usare nel tempo.
  • Dipendenza e Costi: L'ancoraggio a un singolo vendor costringe il team a restare legato agli sviluppi di quella piattaforma, limitando la nascita di nuovi processi e rendendo l'accessibilità e la fruizione dei servizi sempre più costosa, soprattutto per i piccoli studi.
  • Freno all'Innovazione: Uno standard univoco di piattaforma limita molto la creazione di nuovi approcci e flussi di lavoro specifici che potrebbero essere più efficienti con strumenti dedicati.

CDE: Un Sistema di Interconnessione Guidato dai Processi

Il CDE non è un prodotto da installare, ma un sistema di interconnessione che unisce piattaforme diverse, storage di dati e meccanismi di scambio. Diventa una piattaforma composta da uno o più ambienti in cui i diversi player (General Contractor, progettisti, servizi, sviluppatori) collaborano a diversi livelli di profondità e responsabilità.

È il contenitore per eccellenza dei flussi di lavoro, cruciale per scambiare non solo i dati di progetto, ma anche l'esperienza dei diversi workflow tra le aziende.

Il Ruolo Strategico dell'Interoperabilità Aperta (IFC)

l vero "Common" si sposta da "stesso software" a "linguaggio comune e condiviso". L'IFC (Industry Foundation Classes) costituisce l'opportunità per democraticizzare i flussi di lavoro e l'accesso al dato, garantendo la neutralità tecnologica e l'interoperabilità semantica. Piattaforme di issue management e servizi cloud che permettono l'interazione e la gestione dei modelli IFC (es. BimCollab e simili) aumentano la capacità di interscambio e la libertà di non uniformarsi. Questo approccio basato sugli standard aperti (OpenBIM) garantisce una diversificazione e una sostenibilità del costo d'uso del CDE.

Tuttavia, siamo ancora in una fase di transizione: nella realtà operativa italiana, l'IFC è spesso considerato un formato di output o il risultato finale dell'iter di progettazione e modellazione. Viene utilizzato prevalentemente come file di consegna per la costruzione o la Pubblica Amministrazione. Questo approccio limita il potenziale dell'IFC, relegandolo a una fase post-produzione e mantenendo le discipline ancorate ai formati nativi (spesso proprietari) per la modellazione e il coordinamento interno, nonostante il suo ruolo strategico resti centrale.

La Gestione Disciplinata con ISO 19650 e la Tracciabilità

Come stabilito dalla norma UNI EN ISO 19650, il cuore del CDE risiede nella gestione disciplinata dei dati e delle informazioni attraverso il processo di approvazione e condivisione. Il CDE supporta il controllo delle versioni e la tracciabilità delle decisioni, garantendo che tutti lavorino con le informazioni più aggiornate.

La gestione del processo – dal passaggio dallo stato Work In Progress (WIP) a Shared e poi a Published e Archived – è il pilastro non tecnologico su cui si basa il valore aggiunto del CDE.

Box – In pratica: Checklist Operativa per il CDE

Ecco 5 Best Practice operative per trasformare il CDE in un sistema di valore:

  • Documentazione di Partenza Chiara: Stabilire regole d'uso del CDE, una Naming Convention rigorosa e una struttura di archiviazione chiara, limitando la profondità delle cartelle a un massimo di 3 livelli.
  • Gestione delle Issues Integrata: Utilizzare strumenti dedicati (issue manager) direttamente sui modelli (o nativamente, o tramite BCF su IFC) per disciplinare la comunicazione e ridurre drasticamente l'uso di mail e call inefficaci.
  • Automazione della Pubblicazione: Implementare l'automazione per la pubblicazione cadenzata dei modelli BIM per avere sempre modelli federati aggiornati per le revisioni.
  • Controllo Quantitativo Strategico: Automatizzare l'export di dati mirati dai modelli per il controllo del Quantity Take-Off e del management dei costi, specialmente nelle fasi più avanzate (Detail Design).
  • Uso di Canali Diretti: Creare canali di comunicazione immediati specifici, integrati con il flusso del progetto, per la messaggistica rapida, evitando che la chat diventi un archivio informale di decisioni critiche.

Aumentare la Trasmittibilità del Know-How

In un mondo dove le tecnologie evolvono rapidamente, la competenza cruciale per i BIM Manager, i Coordinator e CDE Manager non è la sola gestione della piattaforma, ma la capacità di aumentare il grado di trasmittibilità dei flussi e delle strategie implementate.

  1. Preservazione del Know-How: Il Coordinator deve tradurre le esperienze di progetto in flussi di lavoro solidi ma dinamici e migliorabili nel tempo, in modo da preservare il know-how accumulato con il team.
  2. Ricerca e Sperimentazione: Le figure con responsabilità devono studiare nuove modalità di approccio al lavoro, utilizzando i progetti pilota come una risorsa fondamentale per applicare e testare nuovi metodi di automazione e lavorazione prima della loro adozione su larga scala.

Superare il concetto di CDE come "piattaforma monolitica" è il passo strategico che ogni studio deve compiere. Il successo non si misura con la potenza del software, ma con la qualità dell'interconnessione che si riesce a creare tra i dati, i processi e gli attori. Investire nella standardizzazione aperta e nella documentazione chiara significa investire nella libertà operativa, nella sostenibilità dei costi e nella tracciabilità del dato, rendendo il CDE un vero sistema di valore.

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